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mercoledì 28 aprile 2021

Sulla libertà ...

 Sicuramente sono pigra ... o per meglio dire smemorata, infatti mi ricordo di avere questo blog solo certe volte ...  ecco, adesso è una di quelle volte ... per farla breve vi ripropongo  una breve disquisizione sulla Libertà attraverso testi di autori vari (Paul Éluard e Stefano Benni fra questi) e notazioni varie, da me presentata come Laboratorio Andrea Ballarò/Nausicaa aderendo all’iniziativa promossa dall’ARCI di Palermo e dall’ANPI per il 25 aprile di quest'anno e presa da quanto narrato l'anno scorso di questi tempi. Buon ascolto. 

La prima parte

https://www.facebook.com/maria.teresa.desanctis/videos/10158227490951726/

e la seconda

https://www.facebook.com/maria.teresa.desanctis/videos/10158227567731726/

Ed ecco i testi letti durante “Il ben essere della libertà”

1) Maria Teresa de Sanctis "I poeti"

2) Paul Éluard "Liberté" (trad. Franco Fortini)

3) Stefano Benni da “Prima o poi l’amore arriva”: 
       "Il poeta", "Il compagno Romeo”, “L’umorista”

4)  Sylvia Plath “Il commiato del fantasma”

5)  Sandra De Martino "Il cielo mi prende bianco"

6) Stefano Benni da “Ballate”: “Little red hood”, “Affinità” 

7) La leggenda di Cola pesce la canzone

8) Giuliano Scabia da “Poeta albero” “Il signor Gaio Amore”






giovedì 30 aprile 2020

Per ricordare il 25 aprile

Allora, stavolta mi rivolgo ai grandi ... ecco cosa ho trovato per ricordare il 25 aprile!

Epigrafe memorabile dettata da Piero Calamandrei il 4 dicembre 1952 e dedicata a Duccio Galimberti, senza dubbio la figura più importante della Resistenza in Piemonte, trucidato a Centallo (CN) il 4 dicembre 1944 dalle brigate nere. Duccio Galimberti è stato insignito delle medaglie d'oro al valor militare e della Resistenza. Il Comitato di Liberazione Nazionale piemontese lo ha proclamato eroe nazionale. La lapide venne collocata nell'atrio del palazzo comunale di Cuneo in protesta per la liberazione del criminale di guerra generale nazista Albert Kesserling, comandante delle truppe di occupazione tedesche in Italia.



ll 6 maggio 1947 a Venezia, Albert Kesserling fu condannato a morte per crimini di guerra da un tribunale militare britannico, ma il 29 giugno successivo, su sollecito del governo inglese, la sentenza fu commutata in ergastolo e infine venne poi scarcerato nel 1952, per un presunto peggioramento delle sue condizioni di salute dovuto ad un tumore. Poco dopo il suo rientro in Germania, Kesserling dichiarava che non aveva nulla da rimproverarsi e che anzi gli italiani gli avrebbero dovuto dedicare un monumento per il suo operato sul suolo italiano. “Lo avrai, camerata Kesserling ...”